Abitazione

Niente più sgravi fiscali per i risanamenti: prima il boom e poi il crollo?

La Svizzera è indietro nel risanamento energetico degli immobili e nuove disposizioni in materia di tassazione delle proprietà abitative potrebbero aggravare ulteriormente la situazione. Mentre a breve termine è previsto un boom delle ristrutturazioni, a partire dal 2028 il mercato potrebbe presentare chiari segni di frenata. Questa è l’opinione degli esperti consultati dalla Banca Migros.

Urs Aeberli
Pubblicato aggiornato il
Tempo di lettura: 4 minuti

Secondo le stime dell’Ufficio federale dell’energia (UFE), in Svizzera oltre un milione di edifici necessita di importanti lavori di risanamento, ma questi procedono a rilento. Stando a indagini dell’UFE, ogni anno solo circa l’1,4% degli impianti di riscaldamento a gasolio viene sostituito da altre fonti energetiche. E solo circa l’1,5% degli edifici costruiti prima del 2000 (ovvero edifici con una maggiore necessità di intervento) viene sottoposto ogni anno a un risanamento dell’involucro edilizio.

Ci vorranno quindi diversi decenni prima che il parco immobiliare svizzero raggiunga un orientamento sostenibile. O forse anche di più, secondo quanto emerso dopo il voto del 28 settembre 2025. Con il valore locativo, infatti, alle urne è stata abolita anche la possibilità di deduzione fiscale dei costi di manutenzione e di ristrutturazione. Senza questo vantaggio fiscale, si teme che i risanamenti energetici diventino meno interessanti dal punto di vista finanziario.

Boom dei risanamenti tra il 2026 e il 2028 ...

Nel breve termine, tuttavia, potrebbe verificarsi un boom dei risanamenti. Secondo il Consiglio federale, infatti, l’abolizione della deduzione fiscale delle spese di manutenzione e di ristrutturazione avverrà nel 2029. «Fino ad allora, si prevede un’ondata di risanamenti», afferma Christian Brogli, responsabile Marketing e Comunicazione presso l’Associazione svizzera e del Liechtenstein della tecnica della costruzione (suissetec). «Molti proprietari immobiliari intendono portare a termine i propri progetti prima».

D’altra parte, tanti proprietari di case sembrano aver bisogno di «digerire» o elaborare il risultato della votazione prima di decidere come procedere con la loro proprietà. Ad esempio, l’impresa di impiantistica per edifici Meier Tobler, partner della Banca Migros per il risanamento energetico, afferma che al momento non si registra «ancora un aumento delle richieste o comunque non in misura maggiore del solito». Ma potrebbe essere solo una questione di tempo: «Prevediamo un aumento a breve termine dei risanamenti, che potrebbe comportare eventuali difficoltà nel settore dell’installazione», spiega Martina Högger, responsabile Comunicazione aziendale di Meier Tobler. «La prevedibile corsa agli artigiani e la carenza di personale specializzato potrebbero far salire i prezzi dei servizi di risanamento», afferma Thomas Walter, CEO di CSL Immobiliare, partner immobiliare della Banca Migros. Chi vuole andare sul sicuro dovrebbe quindi affrontare tempestivamente la modernizzazione della propria abitazione.

Il «pacchetto di sgravio 27» del Consiglio federale, che prevede la riduzione dei contributi federali per il risanamento degli edifici, potrebbe aggravare la situazione. Il pacchetto di sgravio è una decisione puramente politica che tenderà a contrastare la neutralità delle emissioni di CO2», spiega Högger. «Di conseguenza è possibile che entro il 2027 ci sia un nuovo aumento della domanda di soluzioni di riscaldamento sostenibili».

... e dal 2029 il crollo dei lavori di risanamento?

Più tardi, diversi rappresentanti del settore prevedono un calo della domanda. Il direttore di suissetec, Christoph Schaer, prevede addirittura un vero e proprio «freno al risanamento» a causa dell’abolizione della detrazione fiscale per la manutenzione e la ristrutturazione: «Le condizioni quadro per il raggiungimento dell’obiettivo climatico di zero emissioni nette di CO2, confermato tre volte dal sovrano alle urne, sono notevolmente peggiorate: i risanamenti dovrebbero diminuire sensibilmente dopo il cambio di sistema, il lavoro nero potrebbe aumentare e la raccolta di capitali, ad esempio per il rilevamento di un’impresa artigianale, diventare meno interessante».

Tutto dipende dai cantoni

Meier Tobler, invece, è meno pessimista. «A medio termine non ci attendiamo una riduzione delle installazioni di impianti di riscaldamento, in quanto continua a sussistere una forte necessità di risanamenti», spiega Högger. «La Svizzera vuole raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e le relative misure politiche vanno in questa direzione. Per questo motivo, e anche perché le risorse fossili sono limitate, prosegue comunque la tendenza verso soluzioni di riscaldamento sostenibili».

A questo proposito, un ruolo importante è svolto dalle norme e dalle leggi cantonali in materia di energia, che nel corso degli ultimi anni sono state inasprite e continueranno a essere inasprite in quasi tutti i cantoni, favorendo il passaggio dagli impianti di riscaldamento a gasolio alle pompe di calore e alle reti di teleriscaldamento. Il relativo potenziale di sostituzione e risanamento è considerevole: secondo l’Ufficio federale di statistica, nel 2024 oltre il 52% degli edifici residenziali era ancora riscaldato con combustibili fossili.

Oltre alle leggi cantonali sull’energia, saranno determinanti anche le future detrazioni fiscali cantonali per le misure di risparmio energetico e di tutela dell’ambiente. Queste deduzioni saranno infatti ancora consentite nei cantoni fino al 2050, mentre verranno abolite quelle analoghe per le imposte federali. La precisa definizione delle deduzioni cantonali non è ancora stata stabilita. Tuttavia, secondo il settore di impiantistica edilizia, queste potrebbero costituire un importante incentivo per i risanamenti energetici in futuro.

Conclusione: risanare o no? E se sì, quando?

Nonostante gli incentivi cantonali, non tutti gli immobili che necessitano di risanamento saranno rinnovati nel prossimo futuro. «Con il cambiamento della situazione fiscale, vi è un maggiore incentivo a rinunciare alla ristrutturazione di immobili abitativi più vecchi, ad esempio le case unifamiliari con molto terreno circostante e potenziale di sfruttamento e, a seconda del piano regolatore, a valutare la costruzione di una nuova casa plurifamiliare», spiega Thomas Walter di CSL Immobiliare.

Per i proprietari immobiliari non sono interessati a una nuova costruzione che desiderano continuare a utilizzare il proprio immobile con un fabbisogno di risanamento, si consiglia quanto segue:

  • chi ha già concretamente programmato un risanamento dovrebbe verificare se è possibile anticiparlo e attuarlo in tempi brevi per beneficiare dei vantaggi fiscali ancora in vigore;
  • chi non ha ancora riflettuto su un risanamento, dovrebbe valutare tempestivamente questa opzione e cercare la consulenza di un’impresa di impiantistica o di installazioni. Per un risanamento energetico e per una consulenza finanziaria a 360° è opportuno anche cercare un colloquio con la propria banca.

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Avvertenze legali
Il presente articolo ha scopo puramente informativo e si rivolge alle persone in Svizzera e non soggette all’obbligo fiscale negli Stati Uniti. Non costituisce una consulenza legale o fiscale. La Banca Migros SA non fornisce alcuna garanzia in merito all’esattezza, alla completezza e all’attualità delle informazioni fornite e declina qualsivoglia responsabilità per eventuali perdite o danni di qualsiasi natura, che potrebbero derivare dalle presenti informazioni. Per una consulenza (individuale) e domande specifiche consigliamo di rivolgersi a un/una consulente professionale qualificato/a o a un/a esperto/a fiscale. Si prega di tenere presente che decliniamo qualsiasi responsabilità per il contenuto dei link esterni.

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