Lavorare dopo il pensionamento: predisporre in modo ottimale l’AVS, la cassa pensioni e le imposte
Lavorare dopo il pensionamento ha effetti su AVS, cassa pensioni, pilastro 3a e imposte. Chi prosegue l’attività lavorativa oltre l’età di riferimento può decidere di riscuotere, rinviare o proseguire le prestazioni di previdenza: a seconda del pilastro si applicano regole diverse. Vi mostriamo quali decisioni vi attendono e a cosa prestare attenzione nella pianificazione della previdenza.
Riepilogo
– Cosa dice la legge: anche dopo aver raggiunto l’età di riferimento potete continuare a lavorare come dipendenti o lavoratori autonomi, a tempo pieno o con un grado di occupazione ridotto.
– Contributi AVS: in linea di principio, se percepite un reddito da attività lavorativa dopo l’età di riferimento continuate a pagare i contributi AVS, AI e IPG. Per chi esercita un’attività lucrativa è previsto un limite d’importo di 1400 franchi al mese, ovvero 16 800 franchi all’anno e per rapporto di lavoro.
– Rinvio dell’AVS: potete rimandare il momento in cui iniziate a percepire la rendita AVS. Ulteriori contributi AVS possono, a determinate condizioni, aumentare la rendita futura o colmare lacune contributive.
– Cassa pensioni: se continuate a lavorare potete rinviare anche le prestazioni della cassa pensioni. La possibilità di continuare a versare contributi e di accumulare ulteriore avere di vecchiaia dipende dal regolamento della vostra cassa pensioni.
– Pilastro 3a: finché percepite un reddito da attività lucrativa soggetto all’AVS potete continuare a versare contributi nel pilastro 3a fino a massimo cinque anni dopo l’età di riferimento, e dedurre gli importi dal reddito imponibile.
– Imposte: chi combina salario, rendite e prelievi in capitale dovrebbe pianificarne per tempo le conseguenze fiscali. La progressione fiscale, l’aliquota fiscale marginale e l’imposta sul prelievo di capitale possono infatti impattare finanziariamente il proseguimento dell’attività lavorativa.
| Previdenza | Ipotesi | Effetti dopo due anni |
|---|---|---|
AVS |
La rendita AVS di 2000 franchi al mese viene rinviata. |
Con i tassi di rinvio in vigore nel 2026, dopo due anni la rendita mensile aumenta del 10,8% e raggiunge 2216 franchi. Nel periodo di rinvio non vi è alcun versamento della rendita AVS. |
Cassa pensioni |
Al raggiungimento dell’età di riferimento l’avere di vecchiaia ammonta a 500 000 franchi. Il datore di lavoro e il dipendente versano insieme ulteriori 12 000 franchi all’anno nell’avere di vecchiaia. |
Senza remunerazione, l’avere di vecchiaia aumenta di 24 000 franchi a 524 000 franchi. A seconda della cassa pensioni, se si sceglie di rinviare il percepimento della rendita si può applicare anche un’aliquota di conversione più elevata. Per tale motivo, la rendita di vecchiaia calcolata sulla base di questi dati può aumentare. Il regolamento della cassa pensioni stabilisce se sono possibili altri contributi e l’aliquota di conversione applicabile. |
Pilastro 3a |
Versamento annuo di 7258 franchi. |
Dopo due anni sono stati versati altri 14 516 franchi, ai quali si aggiunge un eventuale rendimento. I versamenti possono essere dedotti dal reddito imponibile. |
| I vantaggi | Gli svantaggi |
|---|---|
Reddito supplementare: lo stipendio aumenta il margine di manovra finanziario dopo l’età di riferimento. |
Onere fiscale più elevato: percepire contemporaneamente un reddito da lavoro e rendite aumenta complessivamente il reddito imponibile. |
Aumento della rendita AVS: ulteriori contributi AVS possono contribuire a una rendita più elevata o colmare lacune contributive, a determinate condizioni. |
Proseguimento dei contributi AVS: sul reddito da lavoro che supera il limite d’importo continuano a essere dovuti i contributi AVS, AI e IPG. |
Rinvio del prelievo AVS: chi percepisce la rendita AVS in un momento successivo riceve un supplemento di rinvio. |
Rinuncia alla rendita corrente: nel periodo del rinvio non si percepisce la rendita AVS, perché differita. |
Continuazione della cassa pensioni: a seconda del regolamento potete posticipare il prelievo e accumulare ulteriore avere di vecchiaia. In caso di riscossione della rendita in un secondo tempo, l’aliquota di conversione applicata potrebbe essere più elevata. |
Dipendenza dal regolamento della CP: non tutte le casse pensioni offrono le stesse possibilità per i contributi e il rinvio. |
Proseguimento dei versamenti nel pilastro 3a: in caso di reddito da lavoro soggetto all’AVS sono possibili versamenti e deduzioni fiscali fino a cinque anni dopo il raggiungimento dell’età di riferimento. |
Maggiore necessità di pianificazione: salario, rendite, prelievi di capitale e contributi previdenziali dovrebbero essere coordinati sul piano fiscale. |
Domande frequenti (FAQ)
Quanto posso guadagnare senza che la mia rendita AVS venga ridotta?
Dopo l’età di riferimento non esiste un limite di reddito da lavoro a partire dal quale la rendita AVS si riduce: potete percepire la rendita AVS e al contempo continuare a lavorare. Sul reddito da lavoro continuano tuttavia a essere dovuti i contributi AVS, AI e IPG.
Devo continuare a pagare i contributi AVS?
Sì. Al raggiungimento dell’età di riferimento vige tuttavia un limite d’importo di 1400 franchi al mese, ovvero 16 800 franchi all’anno e per rapporto di lavoro. I contributi AVS, AI e IPG sono dovuti solo sul reddito che supera tale soglia. Potete anche scegliere di rinunciare al limite d’importo, affinché in caso di un successivo nuovo calcolo della rendita AVS possa essere considerato l’intero reddito da lavoro.
Lavorare dopo i 65 anni conviene fiscalmente?
Un reddito da lavoro supplementare aumenta in linea di principio il reddito imponibile, con conseguente aumento dell’aliquota fiscale marginale. Tuttavia, l’aliquota fiscale più elevata riguarda il reddito supplementare e non significa che vada perso l’intero guadagno aggiuntivo. Al contempo, i versamenti nel pilastro 3a e, a seconda della cassa pensioni, ulteriori contributi previdenziali, possono ridurre il reddito imponibile. L’entità dell’onere fiscale aggiuntivo dipende dal reddito, dal luogo di domicilio e dalla situazione personale.
Posso continuare a versare nel pilastro 3a dopo il pensionamento?
Sì, a condizione che continuiate a percepire un reddito da lavoro soggetto all’AVS. Potete proseguire i versamenti nel pilastro 3a per massimo 5 anni dopo il raggiungimento dell’età di riferimento e dedurre i contributi dal reddito imponibile entro i limiti massimi previsti dalla legge. Al più tardi cinque anni dopo avere raggiunto l’età di riferimento dovete prelevare l’avere del pilastro 3a.
Posso riscuotere il capitale della mia cassa pensioni anche se continuo a lavorare?
In linea di principio, è possibile riscuotere le prestazioni della cassa pensioni anche se si prosegue l’attività lavorativa. In caso di pensionamento parziale potete prelevare una parte della prestazione di vecchiaia e continuare a lavorare con un grado di occupazione ridotto. La possibilità di prelevare interamente o parzialmente gli averi sotto forma di rendita, di capitale o in forma combinata dipende dal regolamento della cassa pensioni. In alternativa, in caso di proseguimento dell’attività lavorativa si può rinviare il prelievo fino al 70° anno d’età.
Domande sulla previdenza? Insieme troviamo le risposte.
Pensate già da ora al futuro e create un’importante riserva per la vecchiaia. Quanto prima cominciate con i versamenti durante la vita lavorativa, tanto più beneficerete dei risparmi fiscali, degli interessi preferenziali e dell’effetto degli interessi composti. Evitate a monte le lacune previdenziali. Qualunque cosa vi interessi, vi forniamo una consulenza personale e facciamo chiarezza su ogni aspetto.
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