Decisione sui tassi della BNS del 11.12.2025: nessuna sorpresa
Il tasso di riferimento in Svizzera rimane per il momento invariato. Nonostante la difficile situazione in cui versa l’economia svizzera, anche in futuro il tasso d’interesse non dovrebbe essere abbassato in negativo. L’effetto di una simile mossa sarebbe principalmente indesiderato
La Banca nazionale svizzera (BNS) lascia il tasso di riferimento dove si trova da mesi: allo 0%. È quanto annunciato dalle autorità monetarie elvetiche in occasione dell’attuale valutazione della politica monetaria.
Aspettative soddisfatte
L’immobilismo non sorprende. Era previsto prima che la leva dei tassi d’interesse rimanesse invariata per almeno un altro trimestre sia sui mercati finanziari che da noi. Come già ieri la banca centrale statunitense (Fed), la BNS soddisfa quindi le aspettative del mercato. In questo modo i punti comuni sono già esauriti. Perché le condizioni per le due banche centrali non potrebbero essere più diverse.
Mentre la Fed opera in un contesto di inflazione eccessiva, elevata dinamica di crescita, valuta indebolita e un mercato del lavoro complessivamente solido ma con tendenze al raffreddamento, la BNS si trova di fronte a segnali inversi.
Con lo 0% circa, l’inflazione si colloca sul limite inferiore della fascia di stabilità dei prezzi della BNS e i rischi di una temporanea scivolata in campo deflazionistico rimangono per il momento elevati. Al contempo, la congiuntura mostra segni di stanchezza riconducibili solo in parte ai dazi statunitensi, per fortuna ora in diminuzione. La fiacca andamento economico, che nel terzo trimestre ha addirittura sfociato in una crescita trimestrale negativa del -0,5%, è riconducibile anche al contesto congiunturale globale, ancora moderato soprattutto in Europa. Inoltre, il mercato del lavoro svizzero è attualmente caratterizzato da un tasso di disoccupazione elevato (e in aumento) per gli standard locali, mentre il franco svizzero rimane molto apprezzato rispetto ad altre valute.
Mondo capovolto
Confrontando questa situazione di partenza della BNS con quella della Fed, può essere assolutamente sorprendente che siano proprio i banchieri centrali americani ad abbassare il tasso di riferimento, mentre i loro colleghi svizzeri ne stanno immobili. Verrebbe da pensare un mondo alla rovescia.
Ma l’atteggiamento moderato della BNS è giusto. A differenza della Fed, infatti, la Banca nazionale svizzera non dispone più di un margine di manovra convenzionale. Con il tasso di riferimento dello 0% in vigore da giugno, un ulteriore allentamento dei tassi significherebbe spingersi in territorio nuovamente negativo. Tuttavia, una mossa non convenzionale non sarebbe certo un rimedio efficace alla debole dinamica inflazionistica, alla forza del franco e al rallentamento dell’andamento economico. Le cause risiedono infatti soprattutto al di fuori della Svizzera e sfuggono quindi in larga misura alla sfera d’influenza della BNS. In questo contesto, continuiamo a ritenere che un tasso di riferimento negativo non avrebbe praticamente alcun effetto, tranne che per gli ingenti danni collaterali, ad esempio agli istituti di previdenza e ai piccoli risparmiatori.
Preoccupazione per gli effetti collaterali indesiderati
Riteniamo quindi logico che il presidente della BNS Martin Schlegel abbia ribadito ancora oggi gli elevati ostacoli alla reintroduzione di un tasso di riferimento negativo. Tanto più che un normale taglio di 25 punti base non dovrebbe bastare nemmeno per un indebolimento minimo o addirittura marginale del franco. Invece, la BNS dovrebbe spingersi profondamente in negativo, il che rafforzerebbe di conseguenza gli effetti collaterali indesiderati.
Ribadiamo dunque la nostra valutazione secondo cui (in assenza di shock inattesi) la BNS continuerà a intervenire contro movimenti al rialzo eccessivi del franco con interventi mirati sul mercato dei cambi. Con l’abbassamento dei dazi statunitensi e una timida ripresa economica in Europa, anche il contributo del commercio estero dovrebbe dare nuovo impulso alla crescita economica svizzera. Di conseguenza diminuisce la tentazione per la BNS di tornare a un regime di tassi negativi. Confermiamo quindi le nostre previsioni secondo cui il tasso di riferimento non scenderà al di sotto dello 0% neanche nel 2026.
(Foto: Keystone / Anthony Anex)
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