Come tutelare le azioni da perdite di corso: sei possibilità per tutelare il vostro deposito
Quando vi è agitazione in borsa, gli investitori oscillano spesso tra l’iperattività e l’inattività. È opportuno tutelare le proprie azioni dalle perdite di corso? E in caso affermativo, in che modo? In questo articolo illustriamo le possibilità e ne confrontiamo vantaggi, svantaggi e costi.
Riepilogo
– Approccio core/satellite: la base per la crescita del patrimonio è costituita da investimenti core ampiamente diversificati e ben diversificati (core). Con una quota minore, pari al massimo al 20%-25% del patrimonio d’investimento (satelliti) si possono cercare in modo mirato ulteriori opportunità d’investimento, soprattutto per questa parte sono sensate le possibilità di copertura.
– Diverse possibilità di copertura: ogni possibilità ha i suoi vantaggi e svantaggi. Occorre prestare attenzione, tra l’altro, ai costi e al know-how necessario (ad es. market timing o competenze specialistiche in opzioni.
– Fondi strategici della Banca Migros: la Banca Migros rinuncia alle coperture per i suoi fondi strategici. Le fluttuazioni temporanee del mercato fanno parte di una strategia d’investimento a lungo termine e sono attenuate dall’ampia diversificazione degli investimenti.
Conviene tutelarsi?
I crolli di borsa raramente vengono annunciati e, quando si verificano, spesso rimane poco tempo per reagire oppure è già troppo tardi per adottare misure di copertura di una certa entità. Chi ha scelto una strategia d’investimento sul lungo periodo e ha ampiamente diversificato gli investimenti core non ha bisogno di monitorare le fluttuazioni dei corsi. Gli investimenti principali, infatti, (ad es. con fondi, con un mandato di gestione patrimoniale o con un deposito titoli ben ripartito) formano le fondamenta per la costituzione di un patrimonio e non devono essere tutelati attivamente. Le fluttuazioni temporanee del mercato fanno parte di una strategia d’investimento a lungo termine e sono attenuate dall’ampia diversificazione degli investimenti.
Le strategie di copertura possono invece convenire per quella parte più ridotta del patrimonio investito che punta miratamente alle opportunità, ad esempio attraverso singole azioni, scommesse settoriali, temi d’investimento, ecc. In genere questa parte corrisponde al 20%-25% dell’intero patrimonio investito. È qui che si corrono consapevolmente rischi maggiori, ed è proprio in questo ambito che le coperture possono rivelarsi utili. Di seguito illustriamo sei possibilità.
1. Riduzione della posizione (con o senza ridistribuzione)
- Questa possibilità è indicata per:
– limitare semplicemente le perdite senza utilizzare prodotti finanziari complessi;
– singoli titoli o singole parti del portafoglio;
– una copertura a medio-lungo termine. - Come funziona: chi teme perdite di corso su singole posizioni dei propri investimenti può ridurre preventivamente queste ultime. Il ricavato delle posizioni vendute può essere mantenuto come liquidità oppure ridistribuito in posizioni ritenute meno rischiose nel corrispondente contesto borsistico, ad esempio l’oro, le obbligazioni o i cosiddetti settori azionari «difensivi» (cioè quelli relativamente stabili e poco sensibili alla congiuntura come l’alimentazione, l’industria farmaceutica, la tecnologia medica, ecc.).
- Gli svantaggi: sebbene questo in teoria possa sembrare semplice, è difficile metterlo in pratica. Quando ridurre posizioni, e in che misura? E quando è opportuno riposizionarsi? Per gli investitori privati spesso non è facile individuare la tempistica giusta. Di frequente, a causa di insidie psicologiche come l’avidità e la paura, si perde il momento ideale per uscire e rientrare.
- Costi: le commissioni di borsa per la riduzione della posizione ed eventuali riposizionamenti sono relativamente basse (a seconda del volume della transazione, del tipo d’investimento, della piazza borsistica ecc., generalmente <1%). Molto più incisive possono invece essere le opportunità di guadagno perse a causa del tempismo errato.
2. Investimenti stop loss e trailing stop
- Questa possibilità è indicata per:
– limitare semplicemente le perdite senza utilizzare prodotti finanziari complessi;
– singoli titoli con soglie di uscita chiare;
– una copertura con termine da breve a lungo. - Come funziona: un ordine stop loss è un ordine di vendita automatico che si può impostare nell’e-banking e che si attiva non appena il corso di un titolo si sposta al di sopra o al di sotto della soglia definita. Quando il corso sale, a seconda delle circostanze la soglia deve essere costantemente modificata verso l’alto. Il trailing stop serve proprio a questo: è un ordine stop loss dinamico che si sposta automaticamente verso l’alto «al seguito» del corso, mantenendo una distanza fissa predefinita, in percentuale o in punti.
- Svantaggi: la soglia impostata non garantisce che il titolo venga venduto esattamente a quel corso. In caso di forti crolli dei corsi, è possibile che la transazione non venga eseguita al raggiungimento del corso scelto, ma solo quando questo è inferiore. Un’altra sfida: le quotazioni possono salire con la stessa rapidità con cui scendono e, in caso di forti oscillazioni dei prezzi, gli ordini stop loss e trailing stop vengono attivati, anche se i corsi sono scesi solo brevemente al di sotto della soglia e si sono rapidamente ripresi..
- Costo: impostare lo stop loss e il trailing stop è gratuito. Solo l’esecuzione dell’ordine di vendita è a pagamento. In caso di forti oscillazioni dei corsi, l’esecuzione a prezzi inferiori a quanto auspicato può risultare più costosa.
3. Opzioni put e warrant put
- Questa possibilità è indicata per:
– investitori esperti con conoscenze specialistiche sulle opzioni;
– singoli titoli o singole parti del portafoglio;
– copertura a breve e medio termine. - Come funziona: le misure di copertura menzionate ai punti 1 e 2 comportano l’uscita dal mercato e la conseguente sfida di individuare il giusto tempismo per il rientro. Con le opzioni put e i warrant put, per contro, è possibile mantenere costantemente l’investimento. Infatti, se un singolo titolo o un indice scende, aumenta il valore delle opzioni put e dei warrant put basati su tale titolo, compensando la perdita sulla posizione originale.
- Svantaggi: le opzioni put e i warrant put fungono da assicurazione per il deposito, pertanto prevedono il pagamento di premi che possono ridurre sensibilmente la performance complessiva del deposito. A ciò si aggiunge il fatto che il numero di opzioni e warrant necessario per la copertura deve essere costantemente adeguato all’evolversi della situazione del mercato e che i relativi calcoli richiedono molte conoscenze specialistiche ed esperienza. Un altro aspetto da tenere presente: mentre i warrant put, come ad esempio le azioni e le obbligazioni, sono negoziati sulle borse valori e quindi possono essere acquistati e venduti tramite il normale deposito titoli, le opzioni put vengono negoziate sulle borse futures, per le quali occorre un apposito conto di trading.
- Costi: a seconda del livello di copertura desiderato, dal 2% al 10% circa del valore del deposito garantito.
4. Covered call
- Questa possibilità è indicata per:
– investitori esperti con conoscenze specialistiche sulle opzioni;
– singoli titoli o singole parti del portafoglio;
– copertura a breve e medio termine. - Come funziona: adottando la strategia di copertura con put menzionata al punto 3, si è in un certo senso clienti di un’assicurazione e si paga un premio assicurativo. Se si sceglie la strategia di copertura con covered call, invece, si assume il ruolo di una compagnia assicurativa e se ne si incassa il premio. In questo modo si vende una cosiddetta opzione call sui titoli già posseduti e ci si impegna a venderli al prezzo convenuto se l’acquirente esercita l’opzione.
- Svantaggi: le entrate provenienti dai premi delle opzioni permettono certamente di attenuare le flessioni dei corsi, ma non proteggono dal rischio di perdite di una certa entità. Le covered call si applicano quindi principalmente in periodi in cui le borse tendono a muoversi lateralmente per generare proventi supplementari. Non si tratta quindi di classici strumenti di copertura. Inoltre, le opzioni call non vengono negoziate sulle borse valori, ma sulle borse futures, per le quali occorre un apposito conto di trading.
- Costi: non vi sono costi diretti, si ricevono premi di opzione nella misura di alcuni punti percentuali, per contro si limitano le possibilità di guadagno.
5. Short mini futures
- Questa possibilità è indicata per:
– investitori più abili che desiderano una soluzione di copertura relativamente semplice;
– singoli titoli o indici di borsa;
– copertura a breve e medio termine. - Come funziona: il valore dello short mini future è inversamente proporzionale al prezzo del sottostante (ad esempio l’indice di borsa svizzero SMI). Gli short mini futures, così come le opzioni put, i warrant put e le covered call sopra citati, funzionano con strumenti finanziari derivati e sono quindi indicati solo per investitori più abili; tuttavia il loro impiego è meno oneroso, poiché sono prodotti finanziari preconfezionati.
- Svantaggi: naturalmente ci vuole una certa sorveglianza, in quanto a partire da un certo limite inferiore, che cambia ogni giorno a seconda del prezzo del sottostante, gli short mini futures perdono ogni valore (in questo modo si differenziano dai classici contratti future per investitori professionali). Inoltre, occorre considerare che gli short mini futures sono prodotti a leva: se il sottostante si muove, il corso dello short mini future varia in maniera inversamente proporzionale.
- Costi: il prodotto può comportare, a seconda dei casi, costi tra l’1 e il 4%, ai quali si aggiungono i costi di transazione per l’acquisto del prodotto.
6. ETF inversi e ETF sulla volatilità
- Questa possibilità è indicata per:
– investitori esperti e orientati al trading;
– indici di borsa;
– copertura con termine da breve a molto breve. - Come funziona: gli Exchange Traded Funds (ETF) sono fondi quotati in borsa il cui andamento replica un determinato indice. Gli ETF inversi si muovono nella direzione opposta: pertanto, se l’indice azionario scende, l’ETF inverso sale. Altri ETF che tendono ad aumentare quando i mercati azionari scendono sono gli ETF sulla volatilità. Questi seguono l’andamento di indici che misurano la volatilità e quindi riflettono le aspettative della borsa. L’indice di volatilità più noto è il VIX, per il mercato azionario statunitense S&P 500.
- Svantaggi: gli ETF inversi e gli ETF sulla volatilità non sono investimenti che si acquistano e si detengono per un lungo periodo di tempo, ma si basano su contratti derivati che devono essere costantemente rinnovati. Ciò genera costi che ne riducono nel tempo il valore. Pertanto, gli ETF inversi e gli ETF sulla volatilità sono consigliabili solo per le coperture durante un periodo breve o molto breve, in particolare per le varianti degli ETF con leva, che replicano i movimenti dell’indice con un fattore di amplificazione superiore a uno.
- Costi: questi ETF includono le commissioni del fondo, generalmente pari a <1%. A ciò si aggiungono i costi di transazione per l’acquisto degli ETF.
(Foto: Keystone / DPA, Arne Dedert)
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