Valutazioni del mercato

I Magnifici Sette: uno sguardo ai giganti tecnologici e al loro futuro

I Magnifici Sette vanno incontro a nuove sfide. Mentre Nvidia continua a dominare l’infrastruttura delI’IA, aziende come Alphabet e Amazon puntano su chip propri. Allo stesso tempo, cresce la pressione esercitata dai provider cinesi e dai modelli open source, il che potrebbe ridefinire le dinamiche del mondo tecnologico nel 2026.

Andrea Bally
Pubblicato aggiornato il
Tempo di lettura: 4 minuti

Il 2025 ha segnato l’ennesimo emozionante capitolo per i cosiddetti «Magnifici Sette», i sette giganti tecnologici che dominano i mercati. Ma, mentre alcuni di loro hanno mietuto risultati impressionanti, nelle loro prestazioni si sono evidenziate anche differenze significative. Lo scenario che si intravede per il 2026 è quello di uno spostamento delle dinamiche, con un passaggio dalla crescita generale dell’indice a una visione differenziata: chi saprà svincolarsi dalla dipendenza da Nvidia e puntare sulle proprie tecnologie? Cresce al contempo la pressione esercitata dai provider cinesi e dai modelli open source, una situazione che mette sempre più in discussione la supremazia dei Magnifici Sette e lascia spazio a nuovi attori come Micron, Qualcomm o Broadcom.

2025: chi è stato all’altezza delle aspettative?

L’anno scorso la star indiscussa del gruppo è stata Alphabet. Con un rialzo delle quotazioni di circa due terzi, l’azienda ha beneficiato di una forte narrativa sull’intelligenza artificiale (IA) e della crescente importanza dei chip TPU propri. Nvidia è invece stata la trionfatrice strutturale dell’infrastruttura IA. Nonostante un sensibile consolidamento a partire da agosto, l’azienda ha registrato uno spettacolare aumento pluriennale di oltre il 1000% dalla fine del 2022.

Anche Microsoft, Amazon e Meta hanno cavalcato l’onda del boom del cloud e dell’IA. Tuttavia, verso la fine dell’anno hanno dovuto sempre più dimostrare di saper effettivamente convertire i loro ingenti investimenti in infrastrutture IA (CapEx) in margini e flussi di cassa. Tesla, invece, è rimasta l’elemento problematico del gruppo. Dopo una performance debole per gran parte dell’anno, il titolo ha registrato una ripresa solo in un secondo momento, sollevando la questione se Tesla meriti ancora un posto in un paniere tecnologico guidato dall’IA. Lo scorso anno gli investitori svizzeri hanno potuto realizzare profitti solo con Nvidia, Microsoft e Alphabet, in quanto il dollaro USA ha perso fortemente terreno rispetto al franco svizzero.

La scissione: dipendenza da Nvidia o chip propri

I Magnifici Sette si dividono sempre più in due fazioni: quelli che dipendono fortemente dalle GPU Nvidia e quelli che puntano su chip propri:

  • Fazione 1: aziende incentrate su Nvidia. Microsoft, Meta e molte start-up di IA continuano a dipendere dalle GPU Nvidia per soddisfare la crescente domanda di addestramento e inferenza dell’IA. Sebbene AMD stia sporadicamente guadagnando quote di mercato, Nvidia resta il punto di riferimento indiscusso nel settore dei data center. Questa fazione è disposta ad accettare costi hardware più elevati a favore di vantaggi di time-to-market e di un solido ecosistema. Ma l’aumento degli investimenti nel cloud aumenta la pressione su queste aziende affinché rendano tangibile la monetizzazione delle loro capacità di intelligenza artificiale in software e servizi.
  • Fazione 2: aziende con chip propri. Alphabet e Amazon puntano sempre più sui propri chip IA per svincolarsi da Nvidia. Con le sue Tensor Processing Units (TPU), Alphabet ha creato un potenziale motore di crescita che nel lungo termine potrebbe andare a scalfire il dominio di Nvidia nel settore dei data center. Con i suoi chip Trainium e Inferentia, per ridurre i costi dell’addestramento dell’IA Amazon segue una strategia simile. Anthropic, società indipendente di IA in cui investe Amazon, opera già su cluster di Trainium, il che potrebbe costare quote di mercato a Nvidia.

Questo andamento rappresenta una minaccia diretta alla posizione oggi ancora dominante di Nvidia. La creazione di valore si sta spostando sempre più dalla semplice fornitura di hardware a piattaforme cloud con infrastrutture a integrazione verticale.

La crescente concorrenza dalla Cina

Mentre i Magnifici Sette affinano le loro strategie, giganti tecnologici cinesi come Alibaba, Baidu, Tencent e Huawei recuperano nettamente terreno. Con modelli open source efficienti come Qwen o Ernie 4.5, sono loro ora a dominare una buona fetta dei download. La loro strategia combina modelli ottimizzati con l’uso di acceleratori nazionali come Huawei Ascend, creando un ecosistema proprio che non dipende più da Nvidia.

Anche in Occidente si registra una tendenza verso i modelli open source. Aziende come Amazon Web Services offrono piattaforme su cui i clienti possono eseguire modelli sia proprietari che open source, spesso ottimizzati per i propri chip come Trainium e Inferentia. Per i Magnifici Sette questo significa che la concorrenza non ruota più solo attorno alle dimensioni dei modelli, ma anche alla migliore integrazione dei modelli nei dati, nell’infrastruttura e nei propri chip.

2026: un anno di selezione

Per il 2026 vi sono elevate aspettative nei confronti dei Magnifici Sette. I moltiplicatori delle valutazioni sono già ambiziosi in molti ambiti e l’anno prossimo potrebbe rappresentare un banco di prova per i giganti tecnologici. Anche le aspettative di profitto sono alte. Stando a FactSet, il consensus prevede che nei prossimi 12 mesi i profitti di Nvidia potrebbero aumentare dell’85% rispetto agli ultimi 12 mesi. Per gli altri sei Magnifici le aspettative sono nettamente inferiori. Per Meta circa il 32% e per Alphabet, la fuoriclasse di quest’anno, l’11%.

Nvidia va incontro a una sfida: dimostrare che la domanda di GPU non è solo un boom temporaneo degli investimenti e che nel lungo termine si tradurrà invece in carichi di lavoro ricorrenti e in una monetizzazione del software. Alphabet e Amazon devono dare prova del valore aggiunto dei propri chip in forma di miglioramento dei margini e di una maggiore fidelizzazione dei clienti. Microsoft e Meta vengono sempre più valutate in base ai loro ricavi concreti nell’ambito dell’IA, mentre Tesla continua a confrontarsi con la questione se la sua quota di IA rispetto al business automobilistico tradizionale sia sufficiente a giustificare il suo posto nel gruppo.

La fine dei «Magnifici Sette»?

L’omogeneità dei Magnifici Sette viene messa sempre più in discussione. Nvidia, Microsoft, Alphabet e Amazon si sono affermate come leader assolute nell’infrastruttura IA e nello sviluppo di piattaforme. Tuttavia, Tesla e per certi versi anche Apple si inseriscono sempre meno nella narrativa dell’IA e del cloud, minando la coerenza del gruppo.

Allo stesso tempo, salgono alla ribalta nuovi attori. Micron trae vantaggio dal boom dell’IA grazie alla crescente domanda di memorie ad alta larghezza di banda (HBM) e di storage di data center. Qualcomm si concentra sull’IA edge e on-device con chip specializzati per smartphone, PC e automotive. Broadcom è un fornitore chiave di reti e chip su misura per data center hyperscale e beneficia anch’essa del ciclo di investimenti nell’IA.

Una nuova prospettiva

Nell’ottica degli investimenti, forse è giunto il momento di ripensare il rigido concetto dei Magnifici Sette. Potrebbe invece essere più sensato ragionare per cluster:

  • infrastruttura IA e chip: Nvidia, Broadcom, Micron,
  • hyperscaler con chip propri: Alphabet, Amazon, Microsoft, in certa misura Meta,
  • tecnologie applicative e consumer: Apple, Meta.

La definizione originaria dei Magnifici Sette appare oggi meno evidente. Il futuro appartiene a coloro che saranno in grado di adattarsi e trovare la propria nicchia in un mercato tecnologico in rapida evoluzione. Il 2026 rivelerà chi riuscirà a raggiungere la fase successiva dell’evoluzione e chi resterà indietro.

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