Coppa del Mondo: gol per l’economia?
L'11 giugno è iniziata la più grande Coppa del Mondo di calcio della storia. 48 nazioni, 104 partite, tre Paesi ospitanti e miliardi di tifosi in tutto il mondo. Ma cosa significa questo mega evento per l’economia, al di là del campo da gioco?
Ci siamo. Nonostante le critiche rivolte al paese ospitante principale, gli Stati Uniti, a causa della politica del presidente Donald Trump, e alla FIFA per la gestione dei prezzi dei biglietti, la febbre dei Mondiali è scoppiata. Le figurine Panini vengono scambiate freneticamente, e si discute animatamente delle migliori formazioni in campo e dei pronostici più azzeccati. In breve: da giovedì 11 giugno, la Svizzera e altre 47 squadre lottano per il trofeo d'oro dei Mondiali.
Il Mondiale dei record
La Coppa del Mondo 2026 che si svolgerà negli USA, in Messico e in Canada è un torneo da record sotto tutti i punti di vista: sarà la prima volta che la fase finale verrà ospitata congiuntamente da tre Paesi, la prima volta che vi parteciperanno 48 squadre e la prima volta che le partite si disputeranno in 16 stadi sparsi in un intero continente. Secondo la FIFA, circa 6,5 milioni di spettatori affolleranno gli stadi, un record di presenze nonostante i prezzi dei biglietti, anch’essi da record.
Per quanto riguarda i costi organizzativi, i tre Paesi ospitanti vantano un vantaggio decisivo, essendo in gran parte già presenti le infrastrutture. La maggior parte delle sedi sono stadi della NFL o di calcio già operativi che non richiedono nuove costruzioni, tranne alcuni lavori di ristrutturazione. Non è stato quindi necessario costruire nuovi stadi: è stata questa una delle maggiori fonti di spesa dei precedenti Mondiali e non di rado, a torneo concluso, questi nuovi impianti sono poi stati poco utilizzati o addirittura abbandonati.
Un gradito impulso all’economia
Diversi settori economici trarranno vantaggio dai Mondiali di calcio. In particolare, i servizi alberghieri e della ristorazione delle città ospitanti, nonché i trasporti e il commercio al dettaglio (articoli sportivi, elettronica, alimentari) potranno rispondere a una maggiore domanda.
Non bisogna tuttavia sopravvalutarne l’impatto. Le tre nazioni ospitanti generano complessivamente un PIL superiore ai 30 bilioni di dollari. Un singolo evento sportivo, anche di questa portata, non lascia quasi tracce durature nel quadro economico generale. Inoltre, non tutti i turisti dei Mondiali rappresentano un numero «aggiuntivo» di ospiti. Si stima che circa il 40% dei turisti della Coppa del Mondo si sarebbe recato comunque negli Stati Uniti: ha semplicemente modificato le date del viaggio. In termini economici, non si tratta di un nuovo valore aggiunto, ma di un trasferimento.
Quindi sì, l’economia mondiale ne trarrà effetti congiunturali positivi, ma questi saranno piuttosto di natura temporanea. Sarà soprattutto il Messico ad avvertire lo stimolo economico, che non rappresenterà però la panacea per le attuali difficoltà economiche dovute alle barriere commerciali con gli Stati Uniti.
Anche la Svizzera ne trae vantaggio – a distanza
Sebbene la Coppa del Mondo si disputi in Nord America, la Svizzera ha un legame speciale con questo grande evento, dato che dal 1932 la sede centrale della FIFA è a Zurigo. Ed è proprio questo un fattore importante in ottica economica.
Le vendite di diritti di trasmissione, pacchetti di sponsorizzazione o diritti di marchio da parte della FIFA sono riportati nei conti nazionali, in quanto considerati servizi erogati da un’organizzazione avente sede in Svizzera. Gli introiti confluiscono quindi, almeno sul piano contabile, nel PIL svizzero, anche se in Svizzera non si gioca una sola partita. Secondo le stime dell’Istituto KOF del Politecnico federale di Zurigo, nel 2026 il torneo dovrebbe accrescere di circa 0,3-0,4 punti percentuali il PIL svizzero. Si stima che, grazie all’interesse del grande mercato televisivo americano, le entrate derivanti dai diritti di trasmissione (circa 3 miliardi di franchi) supereranno di circa un miliardo di franchi quelle del Mondiale in Qatar.
Oltre alla FIFA, anche la UEFA e il CIO hanno sede in Svizzera. Ed ecco che i grandi flussi di pagamenti confluiscono con cadenza regolare nelle statistiche nazionali sul valore aggiunto. Questi picchi ricorrenti distorcono l’interpretazione dell’andamento economico e potrebbero indurre a conclusioni errate. Per questo motivo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) pubblica una versione della statistica del PIL al netto degli eventi sportivi. La SECO non nega in modo acritico gli effetti della manifestazione sportiva, li livella nel tempo. Le entrate vengono distribuite simmetricamente nell’arco dell’anno dell’evento: un quarto nell’anno dell’evento stesso, un quarto nell’anno precedente e uno in quello successivo e un ottavo due anni prima e due anni dopo. Si ottiene così un quadro livellato da cui emergono più nitidamente le tendenze congiunturali.
Godetevi i Mondiali e forza Svizzera!
(Foto: Keystone / Eric Adler, The Kansas City Star)
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